Miele De.Co.: il progetto nella valle del Chiampo

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Il 13 Giugno si è tenuto a Chiampo presso l’auditorium comunale il convegno “La produzione di miele di qualità nella Valle del Chiampo: il progetto De.Co.“.

Eccoci qui – introduce il sindaco di Chiampo Antonio Boschetto – per iniziare, seguendo la scia della Ciliegia durona di Chiampo e della Cincionela co la rava, un nuovo percorso De.Co. per un altro prodotto tipico del territorio: il miele. Questo dolce e prezioso alimento ha varcato, grazie ai produttori, i confini di casa propria  ottenendo prestigiosi riconoscimenti di qualità a livello nazionale. Un vanto per la comunità.

Cos’è la Denominazione Comunale (De.Co.)?

Luigi Veronelli – spiega Paola Franco, presidente tavolo coordinamento comuni De.Co. – a metà degli anni 90, girando per l’Italia nei suoi tour enogastronomici, si rese conto che a fianco dei più rinomati prodotti DOP, IGP, ecc..c’erano molti specialità che, se pur prodotte in quantità modeste, erano di eccelsa qualità e creati con maestria e grande passione. Veronelli pensò quindi di creare la De.Co. (Denominazione Comunale) affinché fosse il sindaco di un territorio a decretare la tipicità e l’origine del prodotto.

L’ANCI, oltre a promuovere e a divulgare il “Progetto De.Co.”, ha emesso ed unificato il marchio che viene ad oggi utilizzato in tutta Italia.

Secondo stime ufficiali si pensa che per la fine dell’anno in corso, la provincia di Vicenza conterà circa 70 prodotti De.Co., alla promozione dei quali contribuirà sicuramente la “magnifica confraternita dei ristoratori De.Co.” che nei loro menù inseriranno una ricca lista di prodotti tipici.

L’intervento del Dott. Franco Mutinelli, Direttore del Centro regionale apicoltura ha toccato diversi temi inerenti le peculiarità dell’apicoltura: il settore – dice il Direttore -ha bisogno di iniziative volte a far conoscere l’apicoltura non solo per il miele, ma anche per quello che avviene prima che questo sia confezionato ed è altrettanto importante che il disciplinare per il miele De.Co. indichi le caratteristiche principali per la corretta conduzione degli alveari oltre che specificare i parametri qualitativi del prodotto finito.

Quello dell’apicoltura, è un settore che sta vivendo un momento particolare, dove ogni giorno si combatte per la sopravvivenza dell’ape: malattie e parassiti sono solo alcune delle cause che mettono in pericolo questo insetto. L’ape, importante e fondamentale elemento per l’impollinazione e la vita vegetale, deve affrontare sempre più spesso la convivenza con il mondo agricolo fatto si di colture naturali ma anche di antiparassitari e inquinamento che sortiscono effetti deleteri al suo ciclo vitale.

In tal senso, a livello comunitario, ci si sta muovendo in diverse direzioni al fine di tutelare la salute dell’ape tant è che, prima di essere posti in commercio, i nuovi fitofarmaci devono superare i test di tossicità (innocuità) sull’ape.

Il Dott. Renato Pellicciotta, veterinario Ulss 5, ha toccato il tema della legislazione ed analizzato alcuni interessanti dati. Il miele, oltre alle leggi Europee e Nazionali deve sottostare ad alcune Leggi Regionali – esordisce Pellicciotta –  nello specifico, la Legge Regionale (Veneto) 23/1994 e la Legge Regionale 14/2006.

Alcuni numeri nell’area dell’Ulss 5:

  • 154 gli apicoltori
  • 3241 gli alveari censiti a fine 2011, contro i 2983 del 2007
  • oltre 61000 alveari in veneto (ogni alveare è costituito da circa 60-70000 api)
  • il 50% degli apicoltori possiede da 1 a 10 arnie, il 38% dalle 11 alle 40 arnie, l’8% da 41 e 50, il 4% da 51 a 100 e solo 7 aziende possiedono più 101 arnie. 15 apicoltori dichiarano di praticare il nomadismo e solo 12 sono le relative certificazioni. 7 gli apicoltori nomadi in entrata (115 arnie).
  • gli alveari a Chiampo sono 363 mentre nella zona di Arzignano 541.
  • gli addetti del settore hanno età comprese tra i 18 ai 95 anni, il 70% dei quali ha oltre i 65 anni.
  • 23 sono i laboratori di smielatura registrati, 20 quelli hobbistici e  13 le registrazioni per il trasporto e la vendita su aree pubbliche.

È un settore che nel territorio è privo di realtà industriali, popolato principalmente da appassionati, i pochi giovani presenti non riescono a raggiungere sufficiente esperienza e l’affiancamento dura poco. Il nomadismo è poco praticato e c’è uno scarso ricambio generazionale.

L’etichettatura del miele fa riferimento ai Decreti Legislativi 109/1996, 181/2003 e 179/2004 e le indicazioni che i devono riportare sono:

  • la denominazione di vendita (miele)
  • il nome o ragione sociale del produttore
  • sede e indirizzo del produttore (o del confezionatore)
  • quantità
  • lotto
  • sigillo di garanzia di integrità della confezione (peculiarità del miele)
  • termine minimo di conservazione (TMC)
  • indicazione del Paese di origine

La legislazione prevede anche la possibilità di inserire in etichetta “indicazioni facoltative” e la De.Co. rientra tra queste così come l’indicazione d’uso, la modalità di conservazione e la data e/o la campagna di produzione.

Ci vediamo a Genova dal 23 al 25 novembre per l’Expo dei prodotti De.Co.

 

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