I livelli di zucchero negli alimenti dopo il terzo anno di monitoraggio in UK

in Cultures and Trends/WORLD

Nel Regno Unito l’obesità, derivante soprattutto da uno scorretto stile di vita e una inappropriata alimentazione, è considerata una vera emergenza

  • è stata associata a una ridotta aspettativa di vita
  • è un fattore di rischio per diverse malattie croniche tra cui malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, almeno 12 tipi di cancro, malattie epatiche e respiratorie
  • può avere un impatto negativo sulla salute mentale

I dati indicano che circa 2/3 (63%) degli adulti è in sovrappeso e metà di questi vive in uno stato di obesità. 1 bambino su 3, lascia la primary school (tra i 10 e gli 11 anni) in sovrappeso e 1 su 5 vive già con l’obesità.

Questi dati, sembrano poter subire un ulteriore potenziale incremento nel 2020, in seguito alla concomitante emergenza “COVID-19” che ha portato la popolazione ad una forzata assenza da molte attività ludico-sportive.

Tra le altre azioni che il governo inglese a messo in atto al fine di aiutare le famiglie e i bambini a ridurre l’assunzione di zucchero e limitare così il crescente numero di soggetti in sovrappeso e/o obesi, ci sono restrizioni pubblicitarie e la fine degli accordi promozionali su cibi ad alto contenuto di sale, zucchero e grassi, nonché l’etichettatura delle calorie nei grandi ristoranti, caffè e take-away.

In particolare, la riduzione dello zucchero nei prodotti alimentari è il principale impegno che caratterizza tutti i capitoli del “Childhood obesity: a plan for action” (2016) e del manifesto “Tackling obesity: empowering adults and children to live healthier lives” (2020).

L’ambizioso e sfidante programma volontario, che il Public Health England (PHE) sovraintende, è rivolto a tutti i settori dell’industria alimentare e mira alla riduzione di almeno il 20% dello zucchero nelle categorie di alimenti che maggiormente contribuiscono all’assunzione di zuccheri nella popolazione fino ai 18 anni.

Tra le principali categorie oggetto di indagine troviamo:

  • biscotti
  • cereali da colazione
  • torte e dolci per la merenda
  • prodotti a base di cioccolato
  • gelati, ghiaccioli e sorbetti
  • confetture e creme dolci
  • yogurt e altri prodotti a base di latte (comprese bevande)
  • bevande a base di frutta

Nel terzo report annuale (Report on progress between 2015 and 2019), pubblicato in questi giorni, emerge che nonostante siano stati fatti buoni progressi sulla riduzione degli zuccheri in alcune categorie di prodotti alimentari, non ci sia ancora un trend univoco anche considerando i diversi canali di vendita e quelli di consumo.

Nel documento traspare infine, come molte azioni possano e debbano essere intraprese dalle aziende alimentari al fine di poter permettere ai consumatori scelte più consapevoli e nutrizionalmente più equilibrate.

Per approfondire: Report on progress between 2015 and 2019

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