Il cibo del futuro – probe food

in Cultures and Trends/WORLD

Modificazione genetica, pesticidi, conservanti, maltrattamento degli animali. Ogni giorno sentiamo notizie orribili sulla produzione alimentare che quasi quasi ci fanno perdere l’appetito. Questi avvenimenti hanno messo in moto da ormai qualche anno una rivoluzione alimentare che si concentra sulla salute per ristabilire la connessione tra le persone e il cibo che mangiano, pensiamo al cibo come medicina per prevenire malattie, la crescita della popolarità di ingredienti biologici per esempio.

Su queste nuove tendenze sociali il gruppo di progettazione di Philips Design di Eindhoven ha aperto un’inchiesta chiamata ‘Probe Food’ che guarda le attuali tendenze e le proietta nel futuro di circa 15-20 anni cercando di capire come la gente mangerà e si approvvigionerà di cibo e come questo si manifesterà nel design degli oggetti per la cucina.

Questa indagine ha dato vita a tre concept, tre esplorazioni nel settore alimentare: Kitchen Diagnostic, Food Printing Farming Home.

KITCHEN DIAGNOSTIC

Il primo concept è inspirato al concetto di “dose giornaliera consigliata”. Su ogni etichetta alimentare è infatti indicato quanto il consumo dell’alimento che stiamo per acquistare apporti alla nostro corpo in termini nutrizionali. In quest’ottica Kitchen Diagnostic ci permette di eseguire una scansione degli alimenti cucinati a casa e analizzare quali sono le sostanze esattamente contenute all’interno per soddisfare a pieno quelle che sono le vere esigenze nutrizionali di ciascuno. Grazie ad una bacchetta di scansione è anche possibile analizzare gli alimenti nei negozi prima di decidere cosa acquistare. Tutto questo sarebbe ovviamente di enorme beneficio per coloro che cercano di mantenere uno stile di vita sano.

FOOD PRINTING

La seconda area di esplorazione dell’inchiesta è ispirata alla cucina molecolare. Molti chef negli ultimi anni stanno sperimentando questo particolare tipo di cucina decostruendo il cibo per poi rimontarlo in modi completamente diversi. Lo chef più riconosciuto a livello internazionale che sperimenta questo tipo di cucina è sicuramente lo spagnolo Ferran Adrià nel suo ristorante El Bulli a Roses sulla Costa Brava. Questo apparecchio domestico è in grado di combinare vari ingredienti plasmandoli liberamente secondo forme e consistenze desiderate. Il valore nutrizionale e la rilevanza di ciò che si ‘stampa’ potrebbe essere regolato anche in base all’input da monitor nutrizione della cucina di diagnostica.

FARMING HOME

Farming Home infine si interroga su problematiche quali la preoccupazione di come è stato manipolato e trattato il cibo, la modificazione genetica, il degrado ambientale attraverso la monocoltura e molte altre questioni correlate cercando una soluzione.

La proposta è quella di un’unità di cibo autonoma e autosufficiente per coltivare ed allevare il cibo del futuro in salotto. Una biosfera contiene pesci, crostacei, alghe, piante e altri mini-ecosistemi, tutti interdipendenti e in equilibrio con l’altro attraverso una combinazione di acquacoltura e la coltura idroponica noto come aquaponics. Sostanzialmente l’acqua ricca di sostanze nutritive proveniente dall’allevamento dei pesci fornisce una fonte di fertilizzante naturale per le piante in crescita. Le piante a loro volta consumano i nutrienti e contribuiscono a purificare l’acqua dove il pesce vive innescando un processo microbico naturale che mantiene sia i pesci e che le piante sane e aiuta a mantenere un ambiente in cui entrambi possono prosperare.

Come con tutti i programmi pilota l’intenzione di Philips Design è quello di suscitare la reazione il dibattito sulle prospettive future nel consumo del cibo per raffinare ulteriormente le idee, e voi, cosa ne pensate?

 

Let’s think future together! 

Cristina Martinelli si occupa di Design della Comunicazione. Dal 2011 su FOOD in progress dove scrive di food design, di food photography, di nuove idee e concept legate all'appassionante mondo del cibo.

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