Holland temporary restaurant al salone 2012

in Cultures and Trends/WORLD

Ci eravamo lasciati nella Brera Design District parlando di Food Printing al Salone 2012 nell’articolo precedente, oggi ci sposteremo di poco a Ventura Lambrate precisamente in via Privata Osvalia 8 all’interno del padiglione dedicato ai designer emergenti dove musica allegra ma rilassata, profumi genuini, colori intensi, piatti fumanti come un flauto magico hanno richiamato la nostra attenzione verso un singolare esempio di cucina situazionista: il ristorante temporaneo STAMPIET.

Qui l’olandese Piet Bergman ci ha regalato una performance culinaria d’eccezione. Niente piatti ricercati, ma la certezza di porzioni abbondanti a piccoli prezzi fatti davanti ai nostri occhi con soli prodotti genuini e freschi. A rendere il tutto unico è l’ambiente insolito: il banco della cucina è un semplice pianale da rimorchio arredato con mattorni refrattati che fanno da contenitori per gli ingredienti utilizzati: patate, rape, frutta di diverso tipo mentre una betoniera da cantiere impasta la pasta fresca mescolando direttamente e uova.

Piet Bergman ha iniziato qualche anno fa per scherzo intrattenendo ospiti e amici alle aperture di mostre ed eventi artistici di amici in giro per il mondo con questa idea, cucinando per loro ricette tipiche del paese nel quale si trovava. Ogni volta il ristorante creato ha nomi diversi che sono sempre giochi di lettere con il suo nome. “Pietza” quando serve pizze fatte in casa, “Pietro Bolas” per la parrilla cilena, “Chips da Piet” e “Pierre Pomme de Terre” per la cucina francese.

Il menu per l’occasione era legato alla cucina olandese. Lo Stampiet Deluxe Menu prevedeva un purè di rape rosse e ciliege con sale grosso dall’insolito colore viola acceso e cipolla fresca servito con pere dolci, salsiccia affumicata con cipollotto dolce ed insalata fresca di spinaci, formaggio fresco e carote semplice ma genuino e delizioso. Una volta finito di mangiare piatti e i vassoi usati si buttano direttamente in una carriola.

 

L’obiettivo delle performance di Piet Bergman è quello di cucinare con gli avvenimenti e l’ambiente. La posizione, le circostanze e le persone presenti sono l’atmosfera che per questo motivo è sempre diversa, sorprendente e imprevedibile. E vi assicuriamo che quando partecipate ad una delle sue performance culinarie è effettivamente così. Purtroppo non è facile seguire i suoi happening perchè Bergman preferisce tenere i luoghi poco conosciuti coinvolgendo persone sempre diverse in modo da creare situazioni nuove ogni volta, ma se i risultati sono questi chi può biasimarlo!

Let’s food together!

Cristina Martinelli si occupa di Design della Comunicazione. Dal 2011 su FOOD in progress dove scrive di food design, di food photography, di nuove idee e concept legate all'appassionante mondo del cibo.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from Cultures and Trends

Brexit e food

Il momento è arrivato a fine del mese scorso. La mezzanotte del

Energy drinks

Insieme e cronologicamente successiva alla “sugar-levy“, la proposta per il divieto di vendita

Giordania

Inserita nella regione storica della mezzaluna fertile, considerata anche la culla della
Go to Top