Gualtiero Marchesi al McDonald’s

in Cultures and Trends/WORLD

Diciamocelo: siamo sempre attenti a mangiare in maniera salutare, alla linea, alla forma fisica… Ma puntualmente ecco un campanello ci risuona nel cervello Mc, Mc, Mc. Questa volta ero riuscita a fare passare molto tempo dall’ultima visita a questo tempio della “perdizione” ma al richiamo di Gualtiero Marchesi non sono riuscita a resistere. Vivace: “Un velo di maionese alla senape, spinaci spadellati, cipolla dolce e carne bovina. Tutto arricchito da 

un croccante strato di bacon e racchiuso in caldo pane ai semi di girasole”  che dire fa-vo-lo-so. Lo so, lo so, tu Michele mi dirai che è un’affronto all’alta cucina che il divin Gualtiero Marchesi non doveva ed io invece dico che al mio palato ha fatto proprio bene.

Questo è un percorso che Mc Donald’s Italia ha iniziato tre anni fa per proporre ricette più vicine al gusto locale utilizzando ingredienti Dop e Igp. Abbiamo visto passare il Parmigiano Reggiano Dop, lo Speck Igp ed il panino con la mozzarella italiana intera e non a fette. La firma a chiusura di

questo percorso non poteva che non essere di Gualtiero Marchesi con questi due nuovi panini, il suddetto Vivace, Adagio (in uscita in questi giorni) ed un dessert, tiramisù al panettone, Minuetto. La scelta dei nomi è ispirata e dedicata alla passione per la musica classica di Marchesi.

La comunicazione è seguita da TWBA\Italia. I due spot televisivi (uno per Adagio ed uno per Vivace) sembrano una reinterpretazione Fantasia di Walt Disney: è sera e nell’orario di chiusura la cucina McDonald’s si anima, ingredienti e cose prendono vita danzando a ritmo di musica classica e creando il gustoso panino che viene subito assaporato da una ragazza dello staff incuriosita dal trambusto. Si chiude con “Vivace. Una ricetta di Gualtiero Marchesi”.

Nel fast food invece girano alcune divise da chef fra lo staff e sulle tovagliette è illustrato un piatto con le posate, in entrambi è scritta la promessa, un po’ troppo pretenziosa, che l’alta cucina è arrivata da McDonald’s. Ecco, va bene le ricette slow di Gualtiero Marchesi, ma non esageriamo però, siamo pur sempre in un fast food!

Per chi si è perso il Vivace panino, qui trovate la ricetta per farlo a casa.

2 Comments

  1. Ciao Cristina, in realtà questo non mi stupisce e dimostra che la cucina (e il prodotto) “industriale” è un’ottima fonte di “bontà”…per chi si accontenta! (lo dico sorridendo).
    Sull'”alta cucina” concordo: non esageriamo!
    A tal proposito, permettimi, con tutto il rispetto per il Maestro Marchesi, di mettere sul piatto (della bilancia) la “Baguette” di lumache alle erbe aromatiche, olive taggiasche, pomodoro dolce e mozzarella di bufala dell chef Philippe Léveillé. Un “non panino” d’alta cucina dotato di sinfonia propria. Ad ogni morso una sensazione indescrivibile. Certo, il luogo, il momento e la modalità di consumo non sono gli stessi e nemmeno il prezzo (purtroppo).
    Ad ogni modo, penso che entrambi abbiano ragione di esistere a patto che vengano ben identificati e chiamati con il loro Nome.

    E’ un pò l’eterno conflitto tra “artigianale” e “industraiale”.
    Cos’è meglio?
    “Dipende” è la risposta che ritengo più adatta.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from Cultures and Trends

Brexit e food

Il momento è arrivato a fine del mese scorso. La mezzanotte del

Energy drinks

Insieme e cronologicamente successiva alla “sugar-levy“, la proposta per il divieto di vendita

Giordania

Inserita nella regione storica della mezzaluna fertile, considerata anche la culla della
Go to Top