Food printing al salone del mobile

in Cultures and Trends/WORLD

Si è da poco concluso il Salone 2012, appuntamento imperdibile per designer, architetti, operatori del settore e simpatizzanti come osservatorio di nuove tendenze e generatore di riflessioni. Sempre maggiori gli interventi dedicati al food design che abbiamo visto sbucare qua e la negli appuntamenti al di fuori del Salone, dalla classica zona Tortona al Brera Design District fino a Ventura Lambrate.

 

L’intervento che ha colpito maggiormente la nostra attenzione è FOOD PRINTING nel contesto della mostra The future in the Making di Domus al Palazzo Clerici, una location mozzafiato nel cuore della vecchia Milano.

Come si intuisce dal nome si tratta di una stampante di cibo a tre dimensioni. Infatti al posto di inchiostri troviamo ingredienti e la stampa non è applicata ad un foglio bianco ma 3D ovvero prima viene disegnata la forma che dovrà avere la preparazione su un software apposito poi la stampante attraverso il passaggio di vari strati ricrea questa forma, e il piatto è pronto!

 

 

 

 

 

 

 

 

In realtà più che di piatti per il momento si tratta di “sculture” golose ma questa nuova tecnologia promette un controllo maggiore della forma e del sapore. Quando viene abbinata ad un sistema di monitoraggio sensoriale può dar vita a metodi completamente nuovi e sorprendenti di cucinare.

FOOD PRINTING è un progetto dell’architetto spagnolo José Ramon Tramoyeres di GGlab, in collaborazione con IAAC (Institute for Advanced Architecture of Catalonia) e lo chef Paco Morales.

 

 

 

 

Let’s print food together!

Cristina Martinelli si occupa di Design della Comunicazione. Dal 2011 su FOOD in progress dove scrive di food design, di food photography, di nuove idee e concept legate all'appassionante mondo del cibo.

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