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Concepts and Design

A tutti lo stesso hamburger

in Concepts and Design/WORLD

Burger King ha da poco pubblicato un tweet molto importante per la comunità internet.

L’abrogazione di Net Neutrality è un tema scottante in America, ma può essere molto difficile da capire. Ecco perché il marchio Burger King ha creato WHOPPER® Neutrality, un esperimento sociale che spiega gli effetti dell’abrogazione della Neutralità della Rete mettendola in termini che chiunque può capire: un sandwich WHOPPER®.

Nel video, ripreso attraverso il meccanismo della candid camera, ignari avventori si accingono ad acquistare il classico panino Whopper in uno dei ristoranti della famosa catena di fast food.

Tutto normale fino a quando il personale risponde in maniera inconsueta alla clientela: fa aspettare l’ignaro cliente favorendo chi ha pagato di più il panino guadagnandosi una corsia preferenziale, propone prezzi di favore per altri prodotti del menu su cui vuole puntare e prezzi assurdi per il classico panino creando reazioni visibilmente stupite e incredule nei clienti. Lo scopo di questo esperimento è quello di spiegare la Net Neutrality attraverso un parallelismo della sua applicazione nella vita di tutti i giorni.

 

Come si può spiegare semplicemente cos’è la Net Neutrality?

Immaginiamo Internet come un unico grande contenitore grazie al quale possiamo accedere dalle nostre case a contenuti di diverso tipo: possiamo vedere un video su youtube, una serie tv su netflix, possiamo ascoltare musica su spotify, leggere e-mail, chattare su linkedin, comprare qualcosa su amazon, possiamo insomma avere accesso illimitato a qualsiasi servizio disponibile sul web con un’unica differenza di velocità in base al tipo di connessione acquistata. Attualmente siamo quindi liberi di accedere quando vogliamo a tutti i contenuti che vogliamo, questa modalità è garantita da questa legge sulla Neutralità della rete.

Un’idea di che cosa potremmo vivere se non ci fosse la Net Neutrality la possiamo sperimentare quando viaggiamo sui treni ad alta velocità che mettono a disposizione gratuitamente la loro rete wi-fi per connettersi ad internet.

Se tutti i viaggiatori connessi volessero vedere una serie in streaming su netflix la rete wi-fi a disposizione non sarebbe sufficiente per cui viene bloccato questo servizio di streaming continuando invece ad essere possibile navigare tranquillamente sul web o leggere e-mail. Questo è un esempio di quello che avverrebbe se si differenziasse l’accesso ai vari tipi di contenuti fruibili sul web. L’evoluzione più logica di questo meccanismo potrebbe prevedere che la compagnia di treni decidesse che il viaggiatore che paga di più il biglietto possa usare anche lo streaming video in viaggio. Se così fosse si creerebbe una differenziazione in base a quanto si paga.

Questo è quello che sta succedendo negli Stati Uniti. La Federal Communication Commition il 21 novembre ha espresso attraverso il suo charmain il desiderio di cambiare la policy sulla Net Neutrality degli Stati Uniti ed è in corso questo voto che il 14/12 si è espresso positivamente rispetto al cambio dando la possibilità alle Società di Telecomunicazioni di differenziare l’offerta di banda e fornitura al seconda del servizio richiesto.

E’ in corso questa lotta fra coloro che vogliono un internet libero e accessibile e coloro che vogliono differenziare gli accessi che promettono ottimizzazione delle infrastrutture per lo streaming per esempio. Il pericolo è che questa selezione dipenda molto dalla disponibilità economica creando un internet diverso per ogni persona e per ogni portafoglio.

Il mondo del food attraverso Burger King ha cavalcato questo tema estremamente attuale e dibattuto sottoscrivendo la causa e diffondendo una petizione contro questa limitazione della fruibilità di internet in modo intelligente. Facendo posizionamento del brand, un brand che offre la stesso prodotto a tutti senza fare discriminazione in base al portafoglio, a tutti lo stesso hamburger. A questo link Change.org/SavetheNet è possibile leggere la petizione ed eventualmente sottoscriverla se volete anche voi un internet libero.

Ultra Violet è il colore dell’anno 2018 anche nel food

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Annunciato il colore Pantone ufficiale dell’anno 2018, è una tonalità di porpora violacea, intensa, bluastra, chiamata Pantone Ultra Violet È il colore di cui cantava Prince, il colore del mistero, della magia, della metamorfosi. L’Ultra Violet è una sfumatura molto provocante, ma è anche un colore riflessivo che deriva dalla mescolanza fra il rosso e il blu.

Colore Pantone dell’anno 2018 anche nel FOOD

Tra le tendenze del 2018 quella più salutare è senza dubbio mangiare superalimenti di color viola. La vendita di ortaggi, frutta e verdura di questo colore ha avuto un’impennata incredibile e cavoli viola, carote viola, patate viola, mirtilli & Co sbucano ovunque sui banchi dei mercati.

Oltre a essere bello da vedere ed originale i cibi viola sono ricchi di antiossidanti utili per la buona funzione del cuore, abbassano la pressione, riducono il colesterolo e combattono i radicali liberi entrando in pieno di diritto a far parte dei super alimenti.

I cibi viola da gustare sia soli che per ottime ricette di dolci, succhi e smoothie sono: mirtilli, more, prugne, uva, patata viola, asparago viola, cavolo viola, melanzane, barbabietole, radicchio, rape, carote viola.

Perché Pantone sceglie il colore dell’anno

Per optare per una scelta di colore, il Pantone Color Institute, un gruppo di esperti nel linguaggio del colore, si riunisce per analizzare la cultura pop, il cibo, la moda, il design di prodotto, la tecnologia e altro ancora.

Ultra Violet è apparso al Salone dell’Auto di Ginevra, sulle passerelle di alta moda, nelle storie di salute sui superalimenti, nelle luci negli studi di meditazione, nei cosmetici, persino nelle fotografie filtrate su Instagram. Pantone ha collegato anche i movimenti di attivismo di oggi, la Marcia delle donne e la questione delle vite nere, al movimento per i diritti civili e alla controcultura degli anni ’60 (Jimi Hendrix registrò “Purple Haze” nel 1967).

Pantone dice che il suo colore dell’anno non vuole essere una dichiarazione sulla tendenza del colore che tutti dovrebbero indossare o acquistare, ma piuttosto è emblematico dello spirito del tempo.

 

 

Dessert di Cemento

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Nelle strade di una Milano occupata ad accogliere la sua Expo intitolata “Nutrire il pianeta” oltre a chi distrugge c’è chi crea. Negli angoli più degradati della città spuntano golose strutture di gesso: appetitosi panettoni, colorati muffin e vivaci tortine. L’idea è di Urbansolid, l’unione di due artisti che dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Milano hanno iniziano a creare delle opere concettuali che con un significato ironico e sociale spingono ad una riflessione sul quotidiano utilizzando la forma artistica della street art. 

L’ironica provocazione dei due artisti che trasformando i panettoni stradali anti-parcheggio in dolci in questo caso si concentra sulla sovrabbondanza di cemento quasi a dire che se si continua ad aggiungerne fra poco saremmo tutti costretti a mangiarcelo.

La street art consiste in un movimento mondiale che prevede una distribuzione urbana pubblica di opere artistiche che hanno qualcosa di sociale da raccontare, facendo della città un museo a cielo aperto dove la gente ha un rapporto diretto con l’arte creata. I due artisti hanno abbracciato questo filone artistico per un’esigenza comunicativa e artistica per fare arrivare in strada opere che non si limitano solamente ad una funzione decorativa ma tendono a suggerire una riflessione sociale utilizzando un tono ironico.

Un’arte che da alcuni anni ha già perso i confini nazionali, da Milano dove sono stati i primi a diffondere questa nuova forma di arte di strada, ai centri nevralgici della street art in europa Londra, Praga, Amsterdam fino a Parigi. Potete scoprire le loro opere nel loro sito. Urbansolid è stato raccontato anche in un documentario firmato dalla regia di David Drills, che si trova sul suo canale Vimeo

credits: immagini via facebook

Less is More

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Nel 2010 l’artista Mehmet Gözetlik ha colpito il mondo intero il suo progetto chiamato “Minimalist effect in the maximalist market“. Nel suo progetto egli ha dimostrato come la ricerca delle semplicità sia diventata una necessità dettata dal disturbo di grandi quantità di dati del 21° secolo.

A questa provocazione dell’artista è seguito nel gennaio del 2011 il cambio del logo di Starbucks che pubblicazioni internazionali quali adage.com, il Washington Post hanno associato con il suo progetto.foodinprogress-minimalism-starbuck

Alla fine, si è esibita in “Reason design Emotion” sotto-tema del Beijing International Design Triennale con molti designer internazionali, tra cui Naoto Fukasawa, Zaha Hadid, Ross Lovegrove, Marc Newson, Norman Foster e Philippe Starck .

Nel 2013, tre anni dopo la creazione di questo progetto, è stata una fonte di ispirazione per ‘ No Campaign Noise ‘ di Selfridges , una catena di grandi magazzini di fascia alta nel Regno Unito.


Via: Mehmet Gozetlik

Pizza Hut in Italia

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Pizza Hut continua a rivoluzionare il mondo della pizza. Dopo il lancio del concept di tavolo interattivo rinnova la propria proposta culinaria aggiungendo 5 nuovi ingredienti, 6 nuove salse e proponendo diverse personalizzazioni di crosta.

“Flavor of Now” è la Headline scelta per la divertente campagna virale realizzata dall’agenzia americana Deutsch L.A. che vede un gruppo di anziani signori di Sorrento chiamati a dare la propria opinione sulla nuova offerta di Pizza Hut in quanto massimi esperti della più famosa leccornia italiana.

Le varie TV ads risultano particolarmente ironiche in quanto, nonostante siano stati pagati, sentiamo gli attempati signori non apprezzare i nuovi ingredienti tanto da esprimere shock e indignazione. Interessante l’idea del brand di prendere scherzosamente in giro chi non apprezza il cambiamento (e per questo può commettere errori di valutazione) giocando sugli stereotipi. Si vedono infatti gli anziani pronunciarsi anche su nuovi trends contemporanei come i selfie, gli smarthphone, i jeggins…

Pizza Hut con questi TV ads lancia un messaggio che va dritto al più giovane target americano di riferimento: è il momento di qualcosa di nuovo. Marketing geniale e divertente, il risultato per noi italiani? Non cambia 🙂

Pizza Hut Italia

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